You are currently viewing Rotterdam, la tazza Museo

Rotterdam, la tazza Museo

Il museo in una tazza. Il Depot dei pirotecnici MVRDV, appena inaugurato a Rotterdam, è una tazza magica che racchiude il passato e racconta il futuro. Commissionato dal Museo Boijmans Van Beuningen per rendere accessibile tutto quello che prima era conservato negli archivi, nel deposito quindi (da cui il nome), ha dentro 151mila tra oggetti e opere d’arte; ma qui è visibile anche il backstage del museo, compresi i laboratori di restauro; e ci sono spazi affittati a collezionisti privati. È stata un’emozione essere all’opening, varcare la soglia di un edificio che farà la storia dell’architettura, insieme a Winy Maas, il socio fondatore di MVRDV che ha seguito personalmente il progetto. “Di solito un deposito è una scatola chiusa, senza finestre, in un’area industriale. Ma io ho voluto aprirlo: anche alla città. Non solo perché qui siamo nel Museumspark, il parco cittadino. L’idea è venuta per caso, durante uno dei meeting. Ho preso una tazza di tè che era sul tavolo, l’ho messa dentro il modellino del progetto e ho detto: è questo. Mentre la caffettiera lucida accanto mi ha fatto pensare alla possibilità di una superficie riflettente”. Ecco allora i 1.664 pannelli-specchio che ricoprono il Depot. Dentro, una Wunderkammer contemporanea. “Il centro è vuoto, una specie di panopticon”, aggiunge Maas. “Scale trasparenti che salgono a zig-zag come in un’architettura di Piranesi. Ma soprattutto, con il Depot abbiamo voluto spingere più in là i confini di quello che è possibile”. E sul tetto, sorpresa, una foresta di betulle a 35 metri di altezza, con caffè e bistrot aperto anche quando il museo è chiuso.  Un’altra grande scommessa per MVRDV, dopo che il loro Markthal, inaugurato nel 2014, uno dei primi “ibridi di architettura” (mercato, arte e appartamenti) è diventato un’icona, un magnete anche per i turisti, e ha rimesso sulla mappa la città che fu rasa al suolo dalla Luftwaffe nel 1940, e che forse per questo sa immaginare e sperimentare il futuro.

(Questo articolo è stato pubblicato su D Repubblica)

Lascia un commento